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16 aprile 1944 : A 22 anni, il partigiano Innocenzo Contini dopo essere stato torturato per un mese, viene fucilato dai nazisti

16 aprile 1944 : A 22 anni, il partigiano Innocenzo Contini dopo essere stato torturato per un mese, viene fucilato dai nazisti con Domenico Quaranta, Ettore Ruocco e  Augusto D’accamo:(Torino, 1922 – Cairo Montenotte, 16 aprile 1944) è stato un militare e partigiano italiano, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Studente universitario iscritto alla Facoltà di Ingegneria dell’Università della sua città, frequenta anche l’accademia militare e si arruola nel 152º reggimento artiglieria e genio, con il grado Sottotenente di S.P.E. (Servizio permanente effettivo).Dopo l’8 settembre si unisce ai partigiani ed entra a far parte della Brigata Val Casotto, inquadrata nelle formazioni Mauri.Verso la metà del mese di marzo viene catturato dai nazisti nel corso di un combattimento. Incarcerato a Cairo Montenotte insieme a Domenico Quaranta, Pietro Augusto Dacomo ed Ettore Ruocco, per circa un mese è costretto a subire interrogatori e torture da parte della Gestapo.Ultimi messaggi di Innocenzo Contini, scritti sulla parete della cella del Carcere di Cairo Montenotte (SV) in cui egli rimase rinchiuso dal giorno della cattura fino a quello della fucilazione :

1) Deus et su Re.

2) Unica consolazione per il carcerato è la preghiera.

3) Mamma, mamma. Questo nome lo ripeto cento volte al giorno.

Il 16 aprile 1944 infine, Contini e i suoi 3 compagni vengono prelevati dalle celle e fucilati in località Buglio.

ONORIFICENZE
Medaglia d’oro al valor militare :

«Giovanissimo, animato da fede incrollabile, accorse tra i primi al richiamo santo della Patria, cui prodigava con ardore inesauribile ogni energia. In lunghi giorni di lotta acerrima contro il nemico tedesco, soverchiante per numero e mezzi, dava prove esemplari di coraggio, finché stremato di forze, ma intatto nello spirito indomito; veniva catturato con l’arma in pugno. Rinchiuso in una orribile cella sotterranea, torturato ferocemente, privato di cibo e di acqua, ma sorretto da gigantesco amore per l’Italia taceva resistendo ad ogni sevizia. Nel momento estremo, il corpo piagato ed infranto, trovava ancora la forza per gridare agli invasori la sua fede negli eterni destini d’Italia. Fulgido esempio di eroismo e di fede alle generazioni future.!»
— Cairo Montenotte, 16 aprile 1944.

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