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17 APRILE 1945:ECCIDIO DI SAN RUFFILLO (BOLOGNA)

Nei pressi della stazione di San Ruffillo affiorano i corpi dei partigiani fucilati – foto E. Ansaloni – Museo Memoriale della Libertà – San Lazzaro di Savena (BO)

17 APRILE 1945
ECCIDIO DI SAN RUFFILLO (BOLOGNA)

Dopo le uccisioni effettuate nel dicembre 1944 a Sabbiuno di Paderno sui colli vicino a Bologna, e quelle effettuate a febbraio e marzo 1945 presso la stazione ferroviaria di San Ruffillo alla periferia della città, di cui erano stati vittime antifascisti e partigiani detenuti nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS, i prelievi dal carcere e le eliminazioni di detenuti continuarono nel mese di aprile 1945. Le SS del comando della Sicherheitspolizei e del Sicherheitsdienst (Sipo-SD) di via Santa Chiara a Bologna nei giorni 4, 9 e 17 aprile prelevarono complessivamente 39 detenuti dalle carceri di San Giovanni in Monte che non risultano tra i deportati, né tra gli avviati a lavori di fortificazioni, né tra i sopravvissuti alla guerra. Con ogni probabilità essi furono uccisi con modalità analoghe a quelle utilizzate a Sabbiuno di Paderno e a San Ruffillo, in un luogo isolato e dove fosse possibile occultare i loro corpi. Non è del tutto chiarito se la stazione fu ancora teatro delle fucilazioni di aprile 1945 o se fu scelto un altro luogo, comunque posto lungo il tracciato della ferrovia. Secondo le ricerche di Andrea Ferrari e Paolo Nannetti le uccisioni di aprile potrebbero avere avuto luogo a Rastignano (BO), non lontano da San Ruffillo, dove nel 1974 furono trovati resti umani risalenti al periodo della guerra.

L’ipotesi che possa trattarsi dei prelevati dal carcere nell’aprile 1945 che risultano dispersi o di parte di essi non è da scartare, sebbene non appaia del tutto logica la scelta di un luogo così prossimo alle linee americane nell’aprile del 1945, alla vigilia dell’ingresso in città delle truppe alleate. Per questo lavoro abbiamo considerato i fucilati dell’aprile 1945 come fucilati a San Ruffillo, poiché la stessa logica sottende alle varie eliminazioni e poiché la memoria delle stragi di aprile è parte di quella della strage di San Ruffillo, intesa come un unico episodio (v. Note sulla memoria e Annotazioni
Le fucilazioni di aprile 1945, come quelle di San Ruffillo, rispondono ad una logica eliminazionista e si collocano in un momento in cui i tedeschi si preparano a lasciare la città ed eliminano il maggior numero possibile di prigionieri, ebrei e avversari politici ancora nelle loro mani. La stessa logica si ritrova nel Bolognese nelle stragi di Sabbiuno di Paderno, compiute dalle SS di Bologna, nonché in quelle precedenti dell’aeroporto di Forlì, compiute almeno in parte dagli stessi uomini del SD (v. Episodi di Ronco di Forlì, aeroporto (FC), 5-6, 17 e 25 settembre 1944). Tutte queste uccisioni furono occultate perchè i corpi furono  gettati nelle profonde voragini create dalle bombe degli Alleati, usate come fosse comuni. Gli eccidi rimarranno ignoti fino al maggio 1945, quando alcuni corpi cominceranno a riaffiorare dal terreno. Solo 73 delle 96 salme rinvenute saranno riconosciute dai familiari.

Elenco vittime
Bolelli Pio “Giovanni”, nato a San Giorgio di Piano (BO) il 24/08/1920, residente a Castel Maggiore (BO), operaio. Partigiano della 7ª Gap Gianni. Disperso dal 22/04/1945. Riconosciuto partigiano dal 20/05/1944 alla Liberazione.
Buldrini Domenico, nato a Rimini nel 1897, portalettere. Arrestato l’11/04/1945 e recluso a San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Non note attività nella Resistenza. Indefinito.
Calzoni Mario “Morro”, nato a Bologna il 17/02/1928. Partigiano della 1ª brigata Irma Bandiera. Disperso dal 17/04/1945. Riconosciuto partigiano dal 01/09/1944 al 17/04/1945.
Ercolessi (o Ercolesi) Cesarino “Lupo”, nato a Loiano (BO) il 26/05/1925, ferroviere. Commissario politico di plotone nel battaglione Busi della 1ª brigata Irma Bandiera. Incarcerato a San Giovanni in Monte il 27/03/1945 risulta prelevato il 17/04/1945 e disperso. Il suo corpo non fu ritrovato e il distretto militare di Bologna lo dichiarò irreperibile ne 1948. Riconosciuto partigiano dal 01/09/1944 alla Liberazione.
Giacometti Elio “Franz”, nato a Castel San Pietro Terme (BO) il 29/09/1925, elettricista. Ispettore nel battaglione Busi della 1ª brigata Irma Bandiera. Risulta incarcerato a San Giovanni in Monte dal 25/03/1945 al 17/04/1945, data dalla quale è disperso. Riconosciuto partigiano dal 01/09/1944 al 12/04/1945.
Grotti Giorgio “Bengala”, nato a Budrio (BO) il 23/12/1925, residente a Bologna, lucidatore. Partigiano della 7ª Gap Gianni attivo a Castenaso (BO). Risulta incarcerato a San Giovanni in Monte dal 30/03/1945 al 17/04/1945, data dalla quale è disperso. Il tribunale di Bologna nel 1972 dichiarò la sua irreperibilità. Riconosciuto partigiano dal 10/02/1944 al 17/04/1945.
Maccaferri Adelfo “Brunello”, nato a San Giovanni in Persiceto (BO) il 17/03/1918, muratore. Fu tra i primi organizzatori dell’opposizione e della Resistenza armata nella zona di Amola di San Giovanni in Persiceto. Nella primavera del 1944 si spostò da Amola a Tivoli e Castagnolo, sempre nei pressi di San Giovanni in Persiceto; nel novembre 1944 assunse il ruolo di comandante nel battaglione Sergio (poi Marzocchi) della 63ª brigata Garibaldi Bolero attivo in pianura e a dicembre 1944 divenne vicecomandante della 63ª brigata. Dopo il rastrellamento effettuato a inizio dicembre nell’area di San Giovanni si spostò a Calderara di Reno (BO). Arrestato con Ottavio Serra a Castelcampeggi di Calderara di Reno il 15/03/1945 dai tedeschi dopo un’azione. Entrambi furono portati prima al carcere di San Giovanni in Persiceto e poi a San Giovanni in Monte a Bologna. Il nome di Maccaferri non figura nel registro del carcere: probabilmente entrò a San Giovanni in Monte con false generalità (come Rino Bencivenni). Maccaferri risulta disperso dal 17/04/1945. Riconosciuto partigiano dal 01/11/1943 alla Liberazione con il grado di vicecomandante di brigata.
Mattarelli Luciano, nato a Bologna nel 1928. Arrestato il 09/04/1945 e recluso a San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Non note attività nella Resistenza. Indefinito.

Prigionieri nella Rocca di Imola fucilati a San Ruffillo

Nicoli Cesare “Nino”, nato a Pianoro (BO) il 09/01/1914, barbiere. Partigiano della 62ª brigata Garibaldi Camicie Rosse. Arrestato e incarcerato a San Giovanni in Monte a marzo 1945, risulta disperso dal 17/04/1945. Riconosciuto partigiano dal 09/09/1943 al 17/04/1945.
Ortensi Giovanni Guido Maria, nato a Bologna il 07/07/1914, falegname. Partigiano della 62ª brigata Garibaldi Camicie Rosse. Secondo il Dizionario dei partigiani bolognesi fu prelevato dai tedeschi il 17/04/1945 e da allora risulta disperso. Dichiarato irreperibile dal ministero della Difesa nel 1950. Riconosciuto partigiano dal 09/09/1943 al 17/04/1945.
Serra Ottavio, nato a Sala Bolognese (BO) il 21/12/1923, residente a Calderara di Reno (BO), meccanico Comandante di compagnia nel battaglione Armaroli della 63ª brigata Garibaldi Bolero, fu arrestato con Adelfo Maccaferri il 15/03/1945 dai tedeschi a Castelcampeggi di Calderara di Reno (BO) dopo un’azione. Entrambi furono portati prima al carcere di San Giovanni in Persiceto e poi a San Giovanni in Monte a Bologna. Serra risulta disperso dal 17/04/1945. Riconosciuto partigiano dal 10/02/1944 alla Liberazione.
Zaniboni Dovilio “Cici”, nato a San Pietro in Casale (BO) il 16/12/1921, residente a Castel Maggiore (BO), meccanico. Partigiano nel distaccamento di Castel Maggiore della 7ª Gap Gianni. I fascisti lo arrestarono l’11/03/1945; disperso da allora. Riconosciuto partigiano dal 01/01/1944 alla Liberazione.

Elenco reparti responsabili
Aussenkommando Sipo-SD Bologna
Tipo di reparto: Polizei
Appartenenza: Sicherheitspolizei u. SD
Elenco persone responsabili o presunte responsabili

Amerigo Scaramagli
Bruno Monti
Gilberto Quintavalli
Gustav Pustowka
Lidia Golinelli
Martino Berti

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