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19 luglio 1992 – Paolo Borsellino viene assassinato dalla Mafia

Il 1992 fu un anno tragico per la storia italiana. Poco meno di due mesi dopo la Strage di Capaci, che è costata la vita al giudice  Giovanni Falcone , un altro attentato ha infatti colpito il cuore della città di Palermo: il 19 Luglio 1992  alle 16. 59 il magistrato Paolo Borsellino è stato ucciso nella Strage di via D’Amelio, dove perse la vita insieme a cinque uomini della sua scorta.

Il giudice Borsellino era nato a Palermo il 19 gennaio 1940 ed era stato un grande amico di Giovanni Falcone, oltre ad essere un suo collega.

PAOLO BORSELLINO MORTE

In una intervista rilasciata all’inizio del luglio 1992Borsellino aveva dichiarato: “Io accetto la morte .. ho sempre accettato il… più che il rischio, la… condizione, quali sono le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall’inizio che dovevo correre questi pericoli.

Il… la sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi in, come viene ritenuto, in… in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me. E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare… dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro“.

STRAGE DI VIA D’AMELIO

Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato con la moglie ed i figli, il giudice si è recato insieme alla scorta in via D’Amelio a trovare la madre. Qui una Fiat 126, parcheggiata vicino alla casa della madre di Borsellino, sulla quale erano stati messi 100 kg di esplosivo, è stata fatta esplodere al passaggio del giudice.

Nell’attentato, oltre a Paolo Borsellino, sono morti cinque agenti della scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto è stato Antonino Vullo, che stava parcheggiando una delle auto e si trovava più lontano dal punto dello scoppio.

I FUNERALI DI PAOLO BORSELLINO

I funerali privati del giudice Paolo Borsellino si sono svolti il 24 luglio e 10.000 persone hanno partecipato per essere vicini alla famiglia, che aveva rifiutato i funerali di Stato, accusando il governo di non aver saputo proteggere il giudice Borsellino dopo la morte di Giovanni Falcone .

La folla inferocita sfondò il cordone di sicurezza per aggredire “al grido di lo avete ammazzato voi” gli esponenenti del governo presenti ai funerali degli agenti della scorta e di Paolo Borsellino Alcuni giorni prima dell’attentato, Paolo Borsellino aveva chiesto alla questura di far rimuovere le auto nella zona intorno alla casa della madre. Ma la sua richiesta non era stata accettata.

Borsellino muore due settimane dopo la mia nascita. Io, ragazzo del 92, non ho vissuto lo stragismo, non ho vissuto Falcone e Borsellino. Eppure io, ragazzo del 92, non posso non commuovermi ogni volta che se ne celebri il ricordo e, soprattutto, ogni volta che viene ripetuta quella che è forse la frase più celebre del magistrato morto in via d’Amelio ventisette anni fa: “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”.Ciò che colpisce è innanzitutto la metafora: mafia come incubo, qualcosa di evanescente, destinato a finire perché si dà nel sonno. Ma ancora più destabilizzante è l’aver affidato tale missione, quella del ridestare la collettività, ai giovani, a noi giovani. Mi son sempre chiesto: come può la mafia essere un incubo?

 

Come può essere definita semplicemente “un brutto sogno” qualcosa che ti fa saltare in aria con quintali di tritolo? Come avrebbe potuto la gioventù scalfire un mostro invisibile che prende dei potenti magistrati, servitori dello Stato, con tanto di valorosa scorta al seguito, e ne fa carne da macello? La risposta la si trova solo se si comprende quanta fiducia riponesse un eroe come Borsellino nella memoria. Il suo sacrificio è un martirio e il martirio è esempio per nuovi adepti, crea una nuova Chiesa, quella innalzata alla Giustizia. E si sa, per ogni Chiesa il male è solo un brutto sogno: c’è solo da destarsi.
Lorenzo di Di Maria

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