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26 maggio 1944 : la strage nazifascista del Colle Braida di Valgioie

26 maggio 1944 : la strage nazifascista del Colle Braida di Valgioie

Nei primi di maggio del 1944, Renato COTTINI di anni 23 (scultore), Giorgio MARASSO di anni 22, (lattoniere), Aldo Felice PERINO di anni 21 (meccanico) e Leo REMOGNA di anni 28 (calzolaio) reduci da un rastrellamento nelle montagne di Alpette, dopo aver preso contatto con la VI divisione alpina G.L. (comandata da Bellandi) rimangono alcuni giorni alla macchia presso la cascina Moia di Favria e conducono azioni di approvvigionamento di viveri vari al gruppo partigiano G.L. di stanza in quel di Canischio.

Nella sera dell’11 maggio 1944 partono su un furgoncino per compiere un’ultima missione a San Giorgio per portare una mitragliatrice in riparazione ed approvvigionarsi di carburante.Giunti a Rivarolo, si imbattono improvvisamente in un posto di blocco fascista, dove vennero arrestati e condotti nelle carceri di Ivrea.

Risultò inutile l’immediato intervento del commissario politico, professor Severino, sfollato a Favria, prontamente avvertito, presso il comando di divisione G.L. per provvedere subito ad uno scambio di prigionieri.I quattro partigiani dalle carceri di Ivrea, furono trasferiti alle carceri “Nuove” di Torino da dove il 26 maggio 1944 vennero prelevati con altri 41 ostaggi e fucilati il 26 maggio 1944 al Colle Braida presso Valgioie di Giaveno.

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