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26 Settembre 1944 :La strage di Bassano del Grappa

“…Fra i condannati di Bassano, prima della fucilazione, uno dichiara “ora sono pronto”, dopo aver dato gli ultimi tocchi alla capigliatura.Piero Bosa di Pove, alle irrisioni dei carnefici assicura “la vita non finisce qui”.

“…Ero a scuola e frequentavo l’Istituto Magistrale, quando un giorno i fascisti ed i tedeschi, per rappresaglia, dopo aver compiuto il grande rastrellamento sul Grappa, per vendicarsi dei partigiani presero i giovani che avevano catturato e li impiccarono agli alberi di Viale Venezia (ora Viale dei Partigiani) a Bassano.Poi costrinsero tutti gli studenti delle scuole ad uscire e ad assistere all’impiccagione. Anch’io fui costretta ad assistere a questo spettacolo orrendo. Una volta tornata in classe scoppiò una lite furibonda fra noi compagne di classe, ci siamo picchiate e c’era chi diceva che i soldati avevano fatto bene e chi invece prendeva le parti dei partigiani. Rimasi molto colpita da quell’episodio perché fra i ragazzi uccisi c’era anche il fratello della mia compagna di banco. Tornando a casa parlai con lei e una mia amica che aveva il fidanzato che combatteva sul Monte Grappa con i partigiani mi chiese: “Ma tu avresti il coraggio di fare la partigiana?” E così discutemmo su quello che poteva significare fare la partigiana e fu questa amica che mi accompagnò dal comandante. Egli mi disse “Sai che cosa ti aspetta? Se ti prendono pagherai solo che ti ammazzino perché ti faranno di peggio”: mi aveva posto di fronte tutti i rischi per vedere se avrei avuto il coraggio di accettare ugualmente. Il Comandante mi aveva vietato di parlare con chiunque, perché quello era il solo modo di non coinvolgere, in caso di arresto, altri partigiani. “Tu Tina devi sparire, devi sceglierti un nome in codice ed essere solo quella persona”; così mi aveva detto il comandante, ed io scelsi il nome di Gabriella. Il rischio era grande; ci si conosceva per cellule piccole, due o tre persone al massimo.Inizialmente facevo la staffetta per il Comandante di una zona circoscritta, poi era stato paracadutato tra i nostri un Generale che doveva organizzare una zona più ampia e così era venuto aumentando anche il mio raggio di azione.”
Tina Anselmi
All’inizio di settembre 1944, nell’ambito di una vasta azione antipartigiana,”Operazione Piave” il comandante tedesco Kesserling ordinò anche la “bonifica” dei territori del Grappa, una zona strategicamente importante per i tedeschi.In quella zona operavano la Brigata Gramsci (sorta dopo la morte del colonnello Zancanaro, ucciso dai nazisti nel giugno 1944). La Brigata Garibaldi Antonio Gramsci aveva al suo interno partigiani sia comunisti che cattolici, provenienti dall’Azione cattolica di Feltre. Era composta, grosso modo, da cinquecento patrioti, divisi in cinque battaglioni (Zancanaro, Battisti, Gherlenda, Da Min e Montegrappa). Nell’estate arrivò a contare quasi mille componenti.

Kesserling ordina il rastrellamento. Le operazioni, previste per una settimana, durarono solo due giorni, Vennero impiegati circa 10,000 uomini, affiancati dai militi della Legione “M Tagliamento”, dalle Brigate Nere di Vicenza e di Treviso e da volontari della Guardia Nazionale Repubblicana.
Gli esiti del rastrellamento furono terribili. Furono bruciati interi villaggi, sterminato il bestiame, rovinati i raccolti, incendiati tutti i fienili. Furono assassinati numerosi civili e partigiani. Il numero esatto non si sa. Non ci furono, contrariamente alle ricostruzioni degli storici del dopoguerra, epiche battaglie, ma scontri a fuoco, inseguimenti, uccisioni sommarie degli arresi. Si parlò di 600 fucilati, ma non è dimostrabile ormai. La vera mattanza avvenne dopo, a rastrellamento concluso, con i partigiani sbandati arrestati, percossi a morte, che incappavano nella cintura di sicurezza stesa intorno al Grappa.
Il 26 settembre, a Bassano del Grappa, furono impiccati 32 giovani patrioti, arrestati nei giorni precedenti. Furono caricati su un camion, con le mani legate con il fil di ferro dietro la schiena e un cartello al collo (“Bandito”). Un giovane milite fascista metteva al collo del prigioniero un cappio fatto con un cavo telefonico, fissato all’albero del Viale principale di Bassano del Grappa. Una brusca accelerata e il partigiano rimaneva appeso all’albero.

 

31 fermate, 31 cappi con il filo del telefono, 31 accelerate. E i corpi lasciati per 22 ore appesi, tra i lazzi e le offese dei fascisti ragazzini. Mussolini stesso, quando lo venne a sapere, inorridì.

Vennero fucilati, poi, altri 19 patrioti, e tanti altri furono i deportati nei lager polacchi, dai quali pochi ritornarono, a guerra finita.
Non ci furono, nel dopoguerra, processi degni di questo nome. I responsabili tedeschi non furono processati. Ci fu, a Treviso, un processo contro i militi fascisti, ma fu falsato, come tutti i processi del dopoguerra, dalla volontà di dimenticare, e furono, in vario modo, amnistiati.
Chi ordinò l’eccidio fu individuato, per merito di tre coraggiosi storici: Sonia Residori, Lorenzo Capovilla, Federico Maistrello. I responsabili:
Tenente SS Herbert Andorfer, classe 1911, di Linz (Austria)
Vicebrigadiere SS Karl-Franz Tausch, classe 1922, di Olmuetz (Cechia)
Il giornalista dell’Espresso Paolo Tessadri ha scoperto dove viveva, ancora, a Langen, vicino a Francoforte.Il Boia di Bassano del Grappa
Tausch si tolse la vita il 25 settembre 2008, 64 anni esatti dall’eccidio.
Karl Franz Tausch, È autore di una delle più orribili stragi naziste: 31 giovani impiccati agli alberi del corso centrale di Bassano del Grappa il 26 settembre 1944. Lui e gli altri responsabili, tedeschi e italiani, non sono mai stati processati.

Le vittime

1. Mario Aliprandi, cl. 26, da Mestre (Ve); partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
2. Emilio Beghetto di Odino, cl. 21, da Tombolo (Pd); partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
3. Armando Benacchio di Gio Maria, cl. 19, da Pove del Grappa; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
4. Giacomo Bertapelle di Marco, cl. 25, da Borso del Grappa (Tv); partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
5. Giuseppe Bizzotto di Aurelio, cl.15, da Rossano Veneto; già sergente maggiore degli Alpini, partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
6. Pietro Bosa di Giovanni, cl. 21, da Pove del Grappa; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
7. Gastone Bragagnolo di Antonio, cl.20, da Cassola; già sergente Alpino, partigiano della Brigata “Italia Libera-Campo Croce”, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
8. Ferdinando Brian di Innocente, cl. 20, da Pove del Grappa; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa; viene impiccato due volte per la rottura del filo.
9. Bortolo Busnardo, cl. 20, da Mussolente; partigiano della Brigata “Italia Libera-Campo Croce”, partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
10. Alberto Carlesso, partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa; ex Ignoto, forse il “ Giovane vestito decente, aveva al collo una corona rossa”.
11. Francesco Caron di Giovanni, cl. 22, da Pove del Grappa; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
12. Francesco Cervellin di Francesco, cl. 24, da Borso del Grappa (Tv), fratello di Giovanni; partigiano della Brigata “Italia Libera-Campo Croce” , tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
13. Giovanni Cervellin di Francesco, cl. 20, da Borso del Grappa (Tv); già Alpino e partigiano della Brigata “Italia Libera-Campo Croce” , tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
14. Pietro Citton di Giovanni, cl. 23, da Borso del Grappa (Tv); probabilmente già disertore della Divisione di Marina “S. Marco”, partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
15. Pietro Giovanni Cocco di Andrea, cl. 25, da Cassola; partigiano della Brigata “Italia Libera-Campo Croce”, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
16. Alberto Danieletto, da Modena; partigiano, ex Ignoto, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
17. Leonida De Rossi di Ferdinando, cl. 23, da Borso del Grappa (Tv); partigiano della Brigata “Italia Libera-Campo Croce”, partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
18. Gaspare Attilio Donazzan di Sebastiano, cl. 20, da Pove del Grappa, Partigiano del Btg. “Garibaldi”, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
19. Angelo Ferraro di Antonio, cl. 18, nato a Bassano e residente a Pove del Grappa; partigiano del Distaccamento “Anita Garibaldi”, Btg. “Garibaldi”, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
20. Carlo Fila di Quinto, cl. 14, da Tramuschio di Mirandola (Mo), insegnante; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
21. Pietro Giuseppe Giuliani, cl. 15, da Cheremule (Sassari); Carabiniere-partigiano della Brigata “Italia Libera-Campo Croce”, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
22. Cesare Longo di Gio Maria, cl. 27, da Pove del Grappa; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
23. Silvio Martinello di Domenico, cl. 21, da Pove del Grappa; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
24. Girolamo Moretto di Pietro, cl. 14, da Borso del Grappa (Tv); partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
25. Giuseppe Moretto di Antonio, cl. 24, da Romano d’Ezzelino; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
26. Fiorenzo Puglierin di Pietro, cl. 26, da Pove del Grappa; già disertore della Divisione di Marina “S. Marco”, partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
27. Gio Batta Romeo di Idreno, cl. 28, da Tripoli (Libia), profugo a Pove del Grappa; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
28. Luigi Giuseppe Stefanin “Dido”, cl. 26, da Cavaso del Tomba (Tv); partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
29. Albino Vedovotto di Ermenegildo, cl. 20, da Borso del Grappa (Tv); partigiano della Brigata “Italia Libera di Campo Croce” , tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
30. Ferruccio Zen, cl. 18, da Pove del Grappa; partigiano, tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
31. Partigiano Ignoto, probabilmente ex prigioniero Alleato: “Giovane con giacca grigia chiaro, calzini grigi, due tasselli ai ginocchi e capelli biondi”; tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.
32. Partigiano Ignoto, probabilmente ex prigioniero Alleato; “Giovane bruno dai capelli castani, camicia alla militare, golfetto bianco sport; giubba nera, mutande militari bianche corte, stringa cuoio, calzetti bianchi militare”; tra i 31 impiccati il 26.9.44 a Bassano del Grappa.

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