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29 NOVEMBRE 1944 ECCIDIO DI GIAVENO (TORINO)

29 NOVEMBRE 1944
ECCIDIO DI GIAVENO (TORINO)

A Giaveno (Torino) perdono la vita 53 civili e 17 furono i partigiani fucilati in piazza San Lorenzo (R.I.P.)
Caddero in molti, in troppi, il 29 novembre 1944, a Giaveno persero la vita 53 civili e 17 furono i partigiani fucilati in piazza San Lorenzo. La gente semplice, onesta e laboriosa della montagna pagava il prezzo della sua adesione alla Resistenza.


“Se la memoria del rastrellamento di maggio è legata alla fossa comune di Forno e alla fucilazione dei combattenti catturati, quella di novembre è legata invece alle atrocità contro i civili, agli incendi delle borgate, ai saccheggi” così scrive Gianni Oliva in “La Resistenza alle Porte di Torino” trattando del rastrellamento del novembre del ’44. Un episodio di storia locale e piemontese importante e che fra altri atti di lotta contro il nemico invasore ha determinato la motivazione dell’assegnazione a Giaveno – Val Sangone della Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Anniversario del rastrellamento che interessò Giaveno e le sue vallate il 27, 28, 29 novembre del 1944, operazione oppressiva dei nazifascisti che colpì le borgate di Provonda, Fusero, Fransa, Mollar dei Franchi, Ruata Sangone, Tetti Via, e con queste località.

Altri luoghi sparsi sulle montagne delle valli giavenesi come Case Prudent, Borgata Ciom, Col du Geis e la stessa piazza San Lorenzo, e che segnò drammaticamente la popolazione locale con la morte diversi civili e partigiani, l’incendio di borgate e saccheggi.
La Città di Giaveno è stata insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare;
“Il Comune di Giaveno, nei venti mesi dell’occupazione nazista, sostenne, in collaborazione con lepopolazioni della Val Sangone, una durissima lotta contro il nemico invasore, con continue ed eroiche gesta di ribellione e di guerra. La barbarie tedesca non risparmiò nelle sue generose popolazioni arresti, torture e deportazioni nei campi di concentramento, da dove molti non fecero ritorno.

Dei 1.400 volontari della Libertà, organizzati in formazioni partigiane, 291 caddero sul
campo e 155 rimasero feriti; 280 furono i civili uccisi, di cui 51 fucilati per Rappresaglia, 266 le case distrutte.

Esempio purissimo di coraggioso olocausto e di dedizione alla Patria per riconquistare la sua perduta libertà.

Giaveno – Val Sangone, settembre 1943 – aprile 1945”,
recita il decreto di concessione della ricompensa al valor militare e in questa presa d’atto sono considerati i tragici eventi del rastrellamento della fine di novembre del 1944.

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