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Alle ore 13 del 21 febbraio 1944 i militi del 63° Battaglione “M” Tagliamento, fucilarono presso il cimitero di Mosso Santa Maria sette garibaldini che erano stati catturati il giorno prima al monte Prapian o Massaro, quello su cui brulicano i ripetitori al di sopra della panoramica Zegna.
Un ottavo partigiano venne graziato perchè appartenente alla stessa banda da soli tre giorni e perchè non aveva preso parte ad alcuna azione militare.
I militari fascisti, giunti da Trivero ed evidentemente guidati da persone del luogo, avevano accortamente aggirato i partigiani appostati sulla cima del monte, e li avevano sorpresi alle spalle. 
Il gruppo, del quale facevano parte anche un ex prigioniero australiano ed uno neozelandese, apparteneva al distaccamento garibaldino del “Piave” ed era comandato da Luigi Tortella “Lupo” che si dice si fosse suicidato pur di sottrarsi alla cattura.
La circostanza non è certa, non essendoci testimoni diretti, ed è analoga ad altri racconti mitizzanti sulla fine di alcuni capi partigiani ( ad esempio il Biscotti di Pollone).
Certo è che Lupo cadde in combattimento ed i suoi uomini si arresero.

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