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Andrea Camilleri ci ha lasciato, è morto il padre di Montalbano è morto il maestro

Andrea Camilleri ci ha lasciato, è morto il padre di Montalbano è morto il maestro

“Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali – si legge nel bollettino dell’ospedale -. Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio”.

Andrea Camilleri (d) con il Montalbano dello schermo, Luca Zingaretti (s), durante la festa di compleanno nella sede Rai di Via Asiago per i novanta anni di Camilleri, Roma, 7 settembre 2015. ANSA/ ANGELO CARCONI

Camilleri, nato nel 1925 a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, raggiunse il successo soltanto in età già avanzata, a quasi 70 anni, dopo una lunga carriera di regista, sceneggiatore e funzionario della RAI. Per molto tempo infatti faticò a trovare un editore e un pubblico: per pubblicare il suo primo romanzo, il giallo il corso delle cose  si rivolse a una casa editrice a pagamento, Lalli. Era il 1978 e mancavano ancora 20 anni alle decine di migliaia di copie vendute di La concessione del telefono, peraltro il primo libro venduto onelin edalla ibs, e alla “consacrazione” – come si dice in questi casi – di Camilleri. Poi pubblicò con alcune delle maggiori case editrici italiane, Mondadori e Rizzoli, anche se la maggior parte dei suoi libri è uscita per la casa editrice Sellerio , che in un certo senso “scoprì” Camilleri.

Un’altra delle cose per cui Camilleri era più famoso e grazie a cui si era creato un pubblico di lettori molto appassionati era lo stile linguistico dei suoi libri, una commistione tra italiano e siciliano da lui creata: è il cosiddetto vigatese, dal nome del paese immaginario, Vigata, in cui sono ambientate le storie di Montalbano. La struttura di base è quella dell’italiano, ma nel lessico sono presenti varie parole prese dal siciliano, anche se sempre comprensibili a chi viene da altre regioni.

Camilleri era uno di questi e ha usato questa sua forza mediatica per raccontare di sé e del suo amato commissario Montalbano, ma soprattutto per intervenire sul sociale, per cercar di far arrivare ai suoi lettori, che sono tantissimi, alcune idee base di democrazia e eguaglianza e dignità che sapeva bene oggi purtroppo non sono più da dare per scontate.

 

L’ultima sua dichiarazione sociale fu contro la campagna politica di di matteo Salvini, A quasi 94 anni, Andrea Camilleri aveva  l’entusiasmo di un ragazzino per i suoi progetti personali, che spaziavano dalla letteratura al teatro, e  non risparmiava dure critiche alla classe politica italiana e non nascondeva un pessimismo generale: “Il Paese sta peggiorando in tutto”, disse lo scrittore a Circo Massimo, su Radio Capital, “e la politica dà un cattivissimo esempio”. A partire dal vicepremier Salvini: “Non credo in Dio, ma vederlo impugnare il rosario dà un senso di vomito. Fa parte della sua volgarità”. Il papà di Montalbano non risparmiava critiche a nessuno (“Dal punto di vista politico sono nessuno, mai avrei pensato che avrebbero fatto come i vecchi partiti sul processo a Salvini”) e al Pd (“La rinascita non nasce come un fungo: è preparata da anni di paziente lavoro. E io non vedo un’idea di rinascita”).

Ora dopo un mese  il ralogio di andrea si è fermato e con lui se ne andata un pezzettino della cultura e della storia dell’Italia.

Addio Maestro

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