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Casapound e Forza Nuova: Rimosse da Facebook e Instangram

Erano anni che le associazioni antifasciste si battevano per far chiudere tali obbrobri che insultavano la Costituzione nata dall’antifascismo.Finalmente e miracolosamente, proprio durante l’insediamento del nuovo Governo e della fiducia, arriva la bellissima notizia,tutte le pagine legate ai movimenti di estrema destra, sono state chiuse .

A comunicarlo è stato Simone Di Stefano con una nota su twitter  che dice :Facebook ha chiuso la mia pagina, 140.000 iscritti. E quella di CasaPound, 250.000. Ha chiuso le pagine dei nostri consiglieri comunali democraticamente eletti. Un abuso, commesso da una multinazionale privata in spregio alla legge italiana. Uno sputo in faccia alla democrazia.Un abuso commesso in un giorno simbolico. Un segnale chiaro di censura che per ora colpisce noi, ma indirizzato a tutta l’opposizione al Governo PD/5Stelle. Questo è solo l’inizio, chissà di cosa saranno capaci.

Dura la reazione della Rete al post di DiStefano dove Fabrizio de Prete risponde a tono

Oggi, lunedì 9 settembre, Casapound era in piazza a Montecitorio alla manifestazione contro il governo contro il governo Pd-M5s.  Manifestavano con il saluto fascista, le foto parlano chiaro, in spregio alla Legge Scelba e Mancino .La Leader di Fratelli D’italia e Salvini erano compiaciuti nonostante si stesse violando la legge .

Si tratta di un attacco senza precedenti. Siamo schifati» ha commentato il presidente Gianluca Iannone. «Stanno chiudendo tutti i profili, provinciali, regionali, nazionali e quelli ufficiali, sia del movimento che del blocco studentesco. Stanno arrivando le notifiche a tutti, anche ai responsabili del Primato Nazionale (il quotidiano del movimento.Risale al mese di aprile la rimozione definitiva dei profili di Iannone e altri esponenti da Facebook. In quel caso, il colosso aveva parlato di una reiterata violazione delle sue policy, che vietano — per esempio — di sostenere un’organizzazione o un gruppo violento e o criminale, esprimere minacce verosimili a terzi, diffondere discorsi inneggianti all’odio o di discriminazione verso le persone per la loro razza, etnia, nazionalità di origine, religione, sesso, orientamento sessuale o manifestare l’intenzione o il supporto ad atti di violenza fisica. Per l’apologia di fascismo serve invece un intervento delle autorità: è vietata per la legge italiana, ma non per Facebook, che interviene su contenuti di questo tipo solo se allertato dalle forze dell’ordine.

“Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia”.

Un portavoce di Facebook spiega perché siano stati rimossi, a sorpresa, numerosi profili e pagine di responsabili nazionali, locali e provinciali di Casapound, compresi quelli degli eletti in alcune città italiane. Restano, invece, consultabili i profili su Twitter. Offline anche molte pagine di Forza Nuova. “Gli account che abbiamo rimosso – spiegano ancora dal social network, che l’anno scorso ha comprato Instagram – oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram”.

 

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