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Casapound:16 persone citate a giudizio per invasione di edifici pubblici

 Roma – Il pubblico ministero ha disposto la citazione diretta a giudizio per 16 persone per l’occupazione abusiva del palazzo in via Napoleone III di proprietà dell’Agenzia del demanio e in uso al Miur, occupata dal 2003 da Casapound. Tra di loro Gianluca Iannone , Simone Di Stefano e il fratello Davide. Il reato contestato è invasione di edifici. Il 28 aprile è fissata la prima udienza.

A giugno dello scorso anno era stato disposto il sequestro preventivo. L’occupazione abusiva del palazzo in via Napoleone III, di proprietà dell’Agenzia del demanio e in uso al Miur, dove dal 2003 abitano una serie di esponenti e simpatizzanti di Casapound, adesso finisce a dibattimento. Secondo gli inquirenti l’occupazione del palazzo all’Esquilino non è stata dettata da uno stato di necessità: il gip nel decreto di sequestro scrive che “la situazione economico patrimoniale degli occupanti, effettuata dalla Guardia di finanza, attesta lo svolgimento di attività lavorativa e la percezione di redditi da parte degli stessi. Trattasi quindi di stabile occupazione di un immobile, trasformato dagli indagati in residenza abituale”. Stando all’ultima rilevazione compiuta dal dipartimento Politiche sociali sussidiarietà e salute del Campidoglio, nel gennaio 2018, “sono 34 i residenti, tra cui 12 minori, 3 anziani e 3 persone note alla sala operativa sociale per un totale di 17 nuclei familiari”. In termini di ammanco economico per il demanio, è stato stimato, dal dicembre 2003 al maggio 2019, in 4 milioni e 656mila euro, corrispondenti a mancati introiti di ipotetici canoni di locazione.L’immobile è tuttora occupato. Quanto ad uno sgombero, che è materia della prefettura e quindi esula dalla vicenda giudiziaria, il palazzo nel 2019 non è stato inserito dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica nella lista dei 23 edifici a Roma da liberare con priorità. Con il sequestro preventivo, comunque, la disponibilità del bene è passata nelle mani del tribunale.

A giugno del 2020 la procura aveva  ottenuto dal Gip del tribunale di Roma il sequestro dell’immobile. Il reato contestato ai “fascisti del terzo millennio” è quello di occupazione abusiva. I pm di piazzale Clodio, che negli scorsi mesi avevano ricevuto sia l’esposto dell’Anpi che quello dell’Agenzia del Demanio, hanno così deciso di accelerare sullo sfratto del movimento di ultradestra.

Tornando alle accuse della procura, resta ancora in indagine la parte del fascicolo contestato a diversi esponenti di Casapound per il reato di associazione finalizzata all’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa – ipotesi che però il gip non ha ritenuto sussistente -. Per la procura, l’immobile all’Esquilino, in sostanza, è considerato una sorta di covo all’interno del quale vengono dettate azioni politiche dal carattere discriminatorio: parliamo di una serie di aggressioni, scontri con le forze di polizia e manifestazioni in cui i militanti di destra si sono resi protagonisti nel corso degli anni fin dal 2011.

Tra queste la manifestazione a Torre Maura del 2019 contro l’arrivo di un gruppo di 70 migranti in un centro di accoglienza e quella a Casal Bruciato contro l’assegnazione ad una famiglia rom di una casa popolare, all’epoca dei fatti, un ragazzino di 15 mise in difficoltà uno dei responsabili del movimento. Fonte Repubblica

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