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Corona Virus,lo strazio e il dolore dei parenti delle vittime su facebook

Si chiama “Noi denunceremo”, un gruppo aperto da un ragazzo “Stefano Fusco” che ha appena perso il papà per, raccogliere come lui le drammatiche testimonianze di chi ha perso un parente ho un amico per il covid 19.Nelle informazioni si legge:Questo gruppo nasce per un bisogno di giustizia e di verità per dare pace ai nostri morti che non hanno potuto avere nemmeno una degna sepoltura a seguito della pandemia di Coronavirus – Covid19. Quando tutto sarà finito, chi ha sbagliato e girato la testa dall’altra parte dovrà pagare.Denunceremo e chiederemo GIUSTIZIA.
In memoria di mio padre e di tutti quelli che, insieme a lui, sono morti (e moriranno).Luca Fusco.

Le testimonianze sono tantissime e drammatiche, nel gruppo si legge:

Quello a destra sono io. Quello a sinistra era mio nonno. Si chiamava Antonio. Più che un nonno, un secondo padre. Quando il Covid se l’è portato via, esattamente 20 giorni fa, gli ho fatto una promessa; che non mi sarei fermato finchè non avessi avuto risposte e giustizia sulla sua morte. Quando mi chiedete “ma chi te lo fa fare” o quando io stesso mi ritrovo a passare le giornate tra il moderare questo gruppo e il rispondere ai giornalisti che adesso ci cercano, la risposta è una sola. LO FACCIO PER LUI. SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER LUI. Lui per me ha fatto di tutto, avrebbe dato la vita per me. Ed io non posso deluderlo. Io andrò avanti, anche se dovessi rimanere l’unico che vuole avere giustizia e risposte. Tutto quello che vedete qui, è grazie a lui.

Si chiamava Antonio, e come tutti vostri morti era una persona, era un nome, non era un numero.

Diego :La fine di un uomo,84 anni, mio PAPA’ con problemi neurologici che questa momento di inciviltà mi ha portato via! 💙 vorrei solo capire di più

Laura: Oggi e’ volato in cielo mio papa’…(BG)

Giuseppe: mio papà è venuto a mancare domenica… ciao papà buon viaggio salutami mamma.. ti voglio tanto bene

Claudia: Mamma e papà.. Entrambi con covid-19.. In casa.. Papà positivo da tampone e mamma positiva da rx torace.. Chiamato ieri 112 e stiamo ancora aspettando di essere contattati..

Cristina: Lui è il mio caro papà, è morto il 23 marzo in R.S.A. Solo, senza i suoi cari. La settimana prima vengo chiamata dal medico che mi informa che papà non sta bene, è allettato. Solo un po’ di pressione bassa, mi dicono. Il terzo giorno mi viene comunicato che il papà ha la febbre, l’ossigeno attaccato e quella che sembrerebbe una bronchite, quindi tachipirina e antibiotico per bocca. Dopo 2 giorni dall’inizio della terapia antibiotica, si passa all’antibiotico per vena, più forte, perché l’altro non faceva effetto. Ha la polmonite. Chiedo se non è il caso di portarlo in ospedale, mi viene risposto che considerata l’età e le sue patologie, è meglio che resti in struttura, onde evitare di prendere il coronavirus nel caso in cui non lo avesse.

Un’immagine da teatro di guerra: nel centro di Bergamo. Una lunga colonna di mezzi militari ferma in via Borgo Palazzo – a poche centinaia di metri dal cimitero. Sono i furgoni dell’esercito impiegati per trasportare le bare dal camposanto bergamasco verso i forni crematori di altre Regioni.
Il motivo, come è ormai noto, è che la camera mortuaria a Bergamo non è più in grado, da giorni, di accogliere i feretri delle vittime del coronavirus. E lo stesso discorso vale per il forno crematorio (ce n’è uno solo in città, è attivo 24 ore su 24). Da quando il Covid-19 ha iniziato a falcidiare la Wuhan italiana – Bergamo resta finora la provincia più colpita nel Paese – i servizi cimiteriali e le agenzie funebri sono andati in tilt.
Per sgravare la camera mortuaria del cimitero – senza più spazio disponibile – era stato necessario nei giorni scorsi mettere in fila le bare dei defunti nella chiesa di Ognissanti, all’interno del cimitero. Da ieri, la soluzione individuata per far fronte all’emergenza è l’impiego dei mezzi dell’esercito. Le vittime del coronavirus vengono trasportate in altre regioni: a partire dall’Emilia Romagna. I primi invii delle bare sono stati a Modena.

Il 22 marzo mi viene comunicato che la situazione è critica, il 23 marzo che è già in agonia, che gli organi stanno collassando e che inizieranno con la morfina perché sofferente. Chiedo al medico se almeno posso parlare con lui al telefono per concedergli un ultimo saluto, per dirgli per l’ultima volta che gli voglio bene, e per fargli sentire una presenza familiare accanto, il medico acconsente, e lui capisce, vorrebbe parlare ma non riesce, va in iperventilazione, poi si rilassa, questo succede alle 14.30. Alle 19.52 vengo chiamata dal medico che mi comunica l’avvenuto decesso. Lui aveva 84 anni, con patologie pregresse, quindi una persona fragile. Non un tampone… Nemmeno i medici lo fanno, non ce ne sono abbastanza. Io sono tra le più fortunate perché ho potuto avvicinarmi alla bara, ma vista la situazione è stato deposto nella stessa senza abiti e completamente avvolto in un telo completamente inzuppato di disinfettante. Non incolpo i medici della struttura, hanno fatto tutto quello che era in loro potere fare. Ma quanti si sono sentiti rispondere che è meglio che resti a casa? Poi arrivano in ospedale che è troppo tardi. Io non avrò mai risposte in merito alle mia storia, ma confido che un giorno arriverà questa giustizia, per tutte quelle persone che la chiedono a gran voce e per tutte queste morti, tante troppe

Noi denunceremo

Non basterebbero centinaia di pagine per descrivere il dolore, le testimonianze di amici e parenti che  increduli e affranti hanno il coraggio di raccontare le loro storie nel gruppo.Ogni giorno il bollettino di guerra sale.Vogliono giustizia, vogliono capire chi è il responsabile di tutto questo.Non accusano medici e infermieri e operatori sanitari, “anzi”, li elogiano come si vede nel video di uno dei fondatori del Gruppo “Stefano Fusco 

Noi non abbiamo mai detto che denunceremo i medici e gli infermieri,”dice Stefano Fusco”, anzi” sono degli eroi che sono stati mandati mandati a lottare  senza armi un nemico invisibile e tremendo.Se scopriremo che qualcosa non ha  funzionato, noi denunceremo nelle sedi opportune.Ma toglietevi dalla testa che noi denunceremo medici e infermieri .A loro va tutto il nostro ringraziamento per il lavoro che stanno svolgendo in condizioni assurde per cercare di salvare vite umane .

E via via, una serie di  drammatiche  testimonianze che fanno accapponare la pelle e fanno sgorgare lacrime che trapassano i cuori come se fossero acido rovente.Nessuno si aspettava una situazione o un evento straordinario di questo genere,”catastrofico” ma una cosa è certa:Quando tutto finirà e avremo sconfitto il virus, tutto ciò che è stato fatto per distruggere la sanità deve essere rivisto, compreso il nostro stile di vita che resterà segnato per sempre.A maggior ragione bisogna colpire duramente tramite la legge e le istituzioni chi negli ultimi 25 anni ha distrutto la sanità pubblica favorendo la chiusura degli ospedali per speculare a favore della Sanità privata . La vita umana non ha prezzo, e vale per tutte le età .

 

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