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Fasci italiani del lavoro: La procura chiede 20 anni di reclusione per i neo fascisti

Fasci italiani del lavoro: La procura chiede 20 anni di reclusione per i neo fascisti

Ne avevamo parlato in un articolo precedente,quando la procura di Mantova chiese il rinvio a giudizio per nove persone accusate di ricostituzione del disciolto partito fascista. Si tratta dei fondatori dei Fasci italiani del lavoro.

Tra loro ci sono anche i palermitani Marco Piraino, ex esponente di Fascismo e Libertà e Giuseppe Ridulfo, psichiatra. Ora la Procura chiede una condanna esemplare per i fascisti che,strafottendosene della legge Scelba che vieta tale obbrobio, avevano fondato il partito dei fascisti del lavoro. Praticamente sono state richieste condanne per un ammontare complessivo di 20 anni per ricostituzione del partito fascista. E’ quanto chiesto dalla procura di Mantova per sette dei nove imputati del processo a carico dei    Fasci italiani del lavoro  si tratta dei fondatori di un partito che nel giugno 2017 si era presentato alle elezioni comunali di Sermide e Felonica, piccolo comune del mantovano. La lista aveva preso il 10% dei voti, ma successivamente il Tar aveva deciso l’esclusione degli eletti di quella lista dal consiglio comunale.

La procura di Mantova, successivamente, ha aperto una indagine perché il simbolo e lo statuto del partito richiamavano chiaramente – a partire dall’immagine del fascio littorio – il disciolto partito fascista. E questo, in base alla Costituzione, è un reato. Quindi sono stati richiesti  20 anni di reclusione per sette dei nove imputati del processo a carico dei Fasci Italiani del Lavoro. E’ l’ammontare complessivo delle condanne chieste questa mattina dal procuratore capo Manuela Fasolato durante la discussione del processo che si svolge con rito abbreviato davanti al gup Gilberto Casari. Il giudice ha quindi aggiornato l’udienza al prossimo 22 marzo, quando emetterà le sentenze. Ai nove imputati viene contestata la ricostituzione del disciolto partito fascista in violazione della Legge Scelba e della XIIª disposizione transitoria della Costituzione. La pena più alta è stata chiesta chiesta dalla procura di Mantova nei confronti di Claudio Negrini, segretario dei Fasci italiani del Lavoro: 4 anni di reclusione. Per sua figlia Fiamma Negrini, che era stata eletta per quella lista nel consiglio comunale di Sermide e Felonica, viene conestata la sola partecipazione e sono stati chiesti 20 mesi. Un anno e sei mesi per Pasqua Lombardo di Bologna e Simone Grazio di Verona, anche loro accusato solo di partecipazione. Tre anni e 10 mesi per Giuseppe Ridulfo di Palermo; 3 anni e 6 mesi la richiesta per Vincenzo Stravolo di Napoli; 3 anni 4 mesi e 20 giorni di reclusione per Marco Piraino mentre Elvira Tormene di Rapallo (Genova), più volte in lista con Negrini, e Sergio De Biasio, di Verona, anche loro accusati solo di partecipazione, hanno scelto di affrontare il processo con rito ordinario. Anche per loro il giudice deciderà il prossimo marzo.

 

 

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