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Josef Mengele, il serial killer medico nazista

Josef Mengele, il serial killer medico nazista

La guerra è sempre fautrice di atroci aberrazioni perpetrate da uomini senza scrupoli né coscienza. Uno di questi è, senza dubbio, Josef Mengele, il serial killer medico nazista il quale, in nome dell’ideologia nazista sull’igiene razziale, avviò degli esperimenti usando bambini come cavie prese direttamente dal campo di Auschwitz.

Privo di ogni coscienza e qualsiasi scrupolo questo omicida seriale, legittimato dal momento storico che vedeva la Germania nazista alla ricerca della purezza della razza, agì decimando migliaia di bambini, per lo più ebrei. L’angelo della morte Josef Mengele, per i suoi perversi esperimenti, poteva attingere all’enorme contenitore di cavie internate nel lager di Auschwitz

Josef Mengele fu il dottor-morte, colui che oggi è meglio conosciuto come “l’angelo della morte” o “l’angelo nero di Auschwitz”, colui che sterminò migliaia di ebrei, utilizzandoli come cavie umane, in esperimenti indicibili, volti a ricercare il geme per la creazione di quella che, nel delirio nazista, doveva essere la pura razza ariana.

Nato a Gunzburg il 16 marzo 1911 da famiglia di solida tradizione cattolica e di orientamento politico nazionalista, il “dottor morte” iniziò nel 1930 a studiare medicina a Monaco e a Vienna, per laurearsi nel 1935 con una tesi antropologica sulla disparità delle razze, argomento trattato attraverso la comparazione di mascelle fra quattro gruppi razziali differenti. All?università di Francoforte conobbe il professore Otmar von Verschuer, un geniale genetista specializzato nello studio della biologia dei gemelli, che si rivelò anche uno fra i più crudeli servitori delle teorie naziste. Questo “luminare”, questa figura autorevole ed esemplare (agli occhi di Mengele), condizionò notevolmente il futuro “angelo della morte” ed è uno dei responsabili indiretti degli esperimenti sui gemelli che quest’ultimo condusse nel campo di sterminio di Auschwitz. E’ proprio da von Verschuer, infatti, che Mengele trasse la convinzione che la chiave per la creazione di una pura razza ariana fosse da ricercare nel sistema biologico dei gemelli.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale Josef Mengele si offre volontario per prendere parte alla causa tedesca. Viene, così, inviato in Polonia, all’ufficio di Pozman  per la Razza e gli Insediamenti Umani (istituto che aveva lo scopo di condurre ricerche sulla distinzione delle razze e determinare l’idoneità di un certo numero di donne a diventare mogli di membri delle SS). Rimane nella città polacca fino al 1942, quando viene ricollocato sul fronte russo, presso il corpo sanitario della divisione Waffen SS Wiking. In questa occasione rimane ferito e, tornato a Berlino, riceve la Croce di ferro di prima classe, prestigiosa decorazione militare tedesca.Tornato nella capitale, riallaccia i rapporti con il prof. Verschuer divenuto, nel frattempo, direttore del dipartimento di antropologia e genetica del prestigioso “Kaiser Wilhelm Institut”; i due proseguirono i loro studi sulla teoria dei gemelli, rendendosi ben presto conto che la guerra stava offrendo la possibilità di sfruttare direttamente, per le loro ricerche, cavie umane, attingendo alle decine di migliaia di ebrei, deportati nei campi di concentramento.

Nel 1943 a Maggio fu nominato Capo medico del campo di concentramento di Auschwitz e li diede sfogo alle sue aberranti ricerche sottoponendo i prigionieri ebrei e zingari e russi ai più atroci esperimenti che costarono la vita di migliaia di esseri umani .Le cavie di Mengele ad Auschwitz venivano recluse nel blocco 10. Era in questo luogo, inaccessibile agli sguardi esterni, che i prigionieri selezionati dal Dottor Morte venivano sottoposti a terribili esperimenti. Per prima cosa, le cavie venivano marchiate con una cifra che li distingueva da tutti gli altri reclusi al campo. Venivano, poi, spogliate e misurate alla testa e agli arti, sottoposti a una scansione completa delle ossa e, solo in seguito, completamente rasati. Josef Mengele trattava le sue cavie come veri e propri oggetti da esperimento, perciò era necessario che si preservassero sufficientemente in salute. Questo era l’unico motivo per cui alle cavie di Mengele veniva somministrato del cibo migliore rispetto agli altri prigionieri al campo.Si stima che torturò e uccise almeno 3 mila persone, tra cui moltissime donne gravide e 850 gemelli. Ossessionato dalla biologia ereditaria e dall’ igiene della razza ariana, condusse esperimenti-tortura per la realizzazione della razza perfetta in laboratorio. Selezionava le cavie facendo loro credere di salvarle dalle camere a gas e le sottoponeva a torture mostruose che conducevano invariabilmente alla morte.

Iniettava ad esempio colore negli occhi per vedere se diventavano azzurri, o immergeva le persone nell’acqua a zero gradi per valutare in quanto tempo morivano. Praticava aborti per studiare i feti, faceva trasfusioni incrociate, prelievi di cellule, iniezioni di cloroformio nel cuore o di batteri mortali nelle ovaie.A seguito della famosa esclamazione «Zwillinge heraus!» -«fuori i gemelli!»-. Mengele ha selezionato al campo di Auschwitz più di 700 coppie di gemelli  omozogoti, perlopiù bambini, su cui ha condotto gli esperimenti più atroci. Si interessava soprattutto dei modi in cui uno dei due codici genetici, si potesse differenziare dall’altro, subendo modificazioni ambientali. L’intento ultimo, ovviamente oggi riconosciuto del tutto non scientifico, era quello di produrre in laboratorio il codice genetico della razza ariana.Effettuava operazioni senza anestesia e aventi per oggetto mutilazioni, iniezioni di virus come la lebbra o il tifo e altre pratiche orrende.Delle sue atrocità non ha pagato il prezzo. Non è mai stato né catturato né processato.

Con la caduta del nazismo, Mengele fuggì in sud’america.

L’Angelo della Morte si annovera tra le personalità di spicco del regime nazista riuscite a sfuggire a qualsiasi tipo di processo. Quando la sconfitta della Germania era ormai imminente, si dirige a Genova, per poi imbarcarsi alla volta dell’Argentina. Il suo ultimo spostamento individuato è il trasferimento in Brasile, avvenuto immediatamente dopo la morte di Eichman, nel 1962. Da qui, le sue tracce divengono tanto sfocate da essere quasi non individuabili.

Nel 1992, però, Secondo alcune fonti mai confermate,il famigerato Angelo della Morte viene riconosciuto nel corpo di un uomo di 67 anni, deceduto nel 1979, sepolto in un cimitero nei pressi di San Paolo del Brasile . Una cosa è certa”l’angelo della morte” pianificò, meticolosamente la sua fuga, che lo condusse in Sudamerica, ove, nonostante la spietata caccia mossagli dal servizio segreto israeliano, riuscì a farla franca e ad evitare la resa dei conti per i suoi spaventosi crimini. Nessuno è tuttora a conoscenza del vero destino di Mengele; si dice che sia morto il 24 gennaio 1979, per annegamento, a Bertioga, in Brasile, ma in realtà, quelle che sono state le vicende terrene dell’angelo sterminatore di Auschwitz rimarranno con ogni probabilità per sempre avvolte nel mistero.

Su di lui furono scritti parecchi libri e molti film e documentari ne traevano la vita e la lunga storia dei suoi crimini più efferati .

La personalità agghiacciante del medico di Auschwitz e l’epilogo della sua vita avvolto nel mistero sono da tempo motivo di interesse per un vasto pubblico e terreno fertile per molti scrittori. La scomparsa di Josef Mengele di Olivier Guez, L’angelo della morte in Sudamerica di Jorge Camarasa, Mengele di Gerald L. Posner e John Ware sono alcuni delle opere dedicate alla sua figura. 

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