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Minneapolis,scoppia la rivolta dopo l’uccisione del ragazzo di colore da parte della polizia

La rabbia di Minneapolis è esplosa nella serata di martedì, a poche ore dalla pubblicazione del lungo video che mostra attimo per attimo la morte di George Floyd, Minneapolis, la polizia uccide un uomo di colore  afroamericano ucciso lunedì da un poliziotto durante un controllo: l’agente lo ha spinto a terra e per almeno cinque minuti lo ha tenuto fermo con un ginocchio sul collo. Floyd è morto soffocato, dopo aver ripetuto innumerevoli volte «Non posso respirare».

Martedì sera i manifestanti si sono riversati in strada, chiedendo giustizia per George al grido, ormai noto, di «Black Lives Matter». Si sono sritrovati nella zona sud della città, vicino al luogo in cui Floyd è stato fermato e poi ucciso: in centinaia hanno bloccato il traffico in diverse zone della città sedendosi a terra o mettendo le loro auto in mezzo alla carreggiata, accompagnati dal rombo dei motori delle motociclette del gruppo nero Vital Kings.

Da lì è partita una marcia verso il Terzo Distretto, dove si suppone lavorino gli agenti responsabili della morte di George Floyd. Qui hanno attaccato auto della polizia con spray e pietre. Gli agenti hanno tentato di disperdere con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e granate stordenti i manifestanti, che hanno risposto lanciando acqua, sassi e bottiglie di latte contro gli agenti.

Minneapolis non è esente da simili violenze: nel 2017 Justine Damond fu uccisa dopo aver denunciato un tentativo di stupro da parte di un agente, poi condannato a 12 anni. L’anno prima Philando Castile fu ucciso a colpi di pistola da un poliziotto: il processo terminò con un’assoluzione. Non sono mai stati processati invece i poliziotti che uccisero nel 2015 Jamar Clark.

Nel frattempo la rivolta contro la violenza della Polizia si sta estendo in altre citta americane

Un uomo ucciso a colpi d’arma da fuoco è stato trovato all’esterno di un banco dei pegni, potrebbe anche essere però vittima di saccheggi. Proteste anche a Los Angeles e Memphis

La rivolta di Minneapolis non si ferma, si trasforma in guerriglia urbana e saccheggi e contagia altre città. Il cadavere di un uomo ucciso a colpi d’arma da fuoco è stato trovato all’esterno di un banco dei pegni a Minneapolis, dove per la seconda serata consecutiva molte persone sono scese in piazza per manifestare contro la morte di George Floyd, l’afroamericano soffocato da un agente che, durante l’arresto, gli aveva messo un ginocchio sul collo, come mostra un video diventato virale. I media americani parlano di saccheggi e scontri tra gruppi di dimostranti e le forze di sicurezza. La polizia di Minneapolis, come ha spiegato il portavoce John Elder in conferenza stampa, sta indagando sull’ipotesi che la vittima abbia tentato di saccheggiare il banco dei pegni e sia stato ucciso dal proprietario dell’attività.

A man gets out of a Target store with merchandise, and a mannequin in Minneapolis on Wednesday, May 27, 2020. Violent protests over the death of a black man in police custody broke out in Minneapolis for a second straight night Wednesday, with protesters in a standoff with officers outside a police precinct and looting of nearby stores. (Aaron Lavinsky/Star Tribune via AP)

Intanto la protesta si è estesa l’altra sera anche nella lontana Los Angeles e a Memphis. Nella metropoli californiana diverse centinaia di persone – tutte rispettose delle regole del lockdown con tanto di mascherine – richiamandosi al movimento Black Lives Matter, hanno bloccato il cavalcavia della superstrada 101, in piena downtown, dopo una marcia da davanti al municipio, e hanno rotto i vetri di diverse auto della polizia nei conseguenti tafferugli. Ma anche a Memphis, nel

 

 

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