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Parigi, 6 gennaio 2014, muore Maria Ginestà Coloma

Madre della Libertà

6 gennaio 2014. Ci lasciava Marina  Ginestà Coloma .Era un antifascista spagnola di nascita francese. Nella nella guerra civile spagnola ha combattuto come membro delle Brigate internazionali antifasciste .La foto negli annali della storia come simbolo delle donne antifasciste

Marina Ginestà Coloma (Tolosa, 29 gennaio 1919 – Parigi, 6 gennaio 2014) è stata un’antifascista spagnola.
Di nascita francese, fu una veterana della Guerra civile spagnola dove combatté come membro delle Brigate internazionali. La sua immagine è molto nota perché il 21 luglio 1936, diciassettenne, venne ritratta in uniforme dal fotografo Juan Guzmán davanti all’Hotel Colón di Barcellona.

Si tratta di una delle foto iconiche maggiormente conosciute della guerra civile.Ginestà nacque a Tolosa il 29 gennaio 1919, in una famiglia spagnola della classe operaia emigrata in Francia. I suoi genitori erano entrambi sarti: Amparo Coloma Chalmeta, di Valenza, e Bruno Ginestà Manubens, di Manresa. La famiglia si trasferì a Barcellona quando Marina aveva undici anni e lei si iscrisse in seguito al PSUC (Partito Socialista Unificato della Catalogna).

Quando scoppiò la guerra civile iniziò a lavorare come giornalista e traduttrice assistendo Michail Efimovič Kol’cov, uno dei corrispondenti in Spagna della Pravda sovietica. Prima della fine della guerra la ragazza fu ferita e venne evacuata a Montpellier.

 

Quando la Francia fu occupata dai nazisti fuggì nella Repubblica Dominicana. Nel 1946 fu però costretta a lasciare il paese per via della dittatura di Rafael Trujillo. Nel 1952 Ginestà sposò un diplomatico belga e tornò a Barcellona, per trasferirsi infine a Parigi negli anni settanta, dove rimase fino alla morte nel gennaio 2014, all’età di 94 anni.La foto fu scattata dal fotografo Juan Guzmán (nato Hans Gutmann) il 21 luglio 1936. Lo scatto mostra la ragazza, all’epoca diciassettenne, in posa con un fucile a tracolla sul tetto dell’Hotel Colón. Essendo una giornalista, quella fu l’unica volta che la ragazza portò un fucile. L’immagine fu in seguito usata come copertina del libro Las Trece Rosas di Carlos Fonseca. L’hotel fu distrutto dopo la guerra e al suo posto sorge oggi il palazzo del Banco Español de Crédito.

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