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Ricostituzione del partito fascista:Chiusa la sede di Casapound a Bari

Ricostituzione del partito fascista:Chiusa la sede di Casapound a Bari

Trentacinque le persone indagate nella prima inchiesta sull’estrema destra a Bari. La Procura contesta a 30 di loro di “aver partecipato a pubbliche riunioni, compiendo manifestazioni usuali del disciolto partito fascista e di aver attuato il metodo squadrista come strumento di partecipazione politica”. E sottolinea il ‘concreto’ pericolo di nuove aggressioni.

La vicenda nasce il 21 settembre scorso, quando al termine della manifestazione contro la presenza del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, un gruppo di manifestanti venne aggredito da una decina di militanti di Casapound armati con manganelli, manubri da palestra, sfollagente e cinture. Dopo la denuncia, sono partite le indagini affidate alla Digos che hanno permesso di identificare gli aggressori.

A quel punto sono stati controllati i militanti di Casapound e dalle immagini delle telecamere di sorveglianza si è visto che venivano organizzati raduni dove venivano compite “manifestazioni usuali del disciolto partito fascista”, come recita l’ordinanza. Per questo sono indagate altre 28 persone. Ed è stata disposta la chiusura della sede locale di Casapound. Durante le perquisizioni è uscito fuori tutto l’armamentario che si trova in questi casi: dai busti di Benito Mussolini alla bandiera della X Mas a copie del Mein Kampf, il libro scritto da Adolf Hitler. Ma soprattutto sono stati trovati dei manubri da palestra che potrebbero essere stati utrilizzati nell’aggressione del 21 settembre. Secondo la ricostruzione il 21 settembre dieci militanti di CasaPound, dinanzi alla sede di via Eritrea, “in esecuzione di un medesimo disegno criminoso giustificato dalla ideologia fascista” con “sfollagente, manubri da palestra, manganello telescopico, cintura dei pantaloni” e con premeditazione, hanno causato lesioni personali ad almeno quattro manifestanti.

Quella sera nella sede barese di CasaPound, “solitamente frequentata da poche persone” erano giunti militanti da tutta la regione, da Foggia, da Lecce e da Brindisi. Si sarebbero dati appuntamenti “nel luogo e all’orario coincidente con il transito del corteo”, per poi “schierarsi a braccia conserte di traverso alla via” come ad attendere i manifestanti. Il gip Marco Galesi nel provvedimento di sequestro preventivo parla di “spedizione punitiva”, “azione violenta unilaterale”, di “feroce esplosione di violenza contro persone inermi .

Fonte La repubblica

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