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Salvini: Fioccano le denunce contro il ministro dell’interno per incitamento all’odio razziale

Salvini: Fioccano le denunce contro il ministro dell’interno per incitamento all’odio razziale

Dopo le denunce del Baobab per odio razziale   “. A sporgerla un’associazione che da tempo con i suoi volontari si occupa di migranti, Baobab Experience. Oggetto della denuncia un post di qualche giorno fa del vicepremier che ha scatenato l’indignazione dell’Associazione.

Commentando sui social la sentenza della Cassazione in base alla quale la frase “dovete andare via” rivolta ad alcuni immigrati minacciati ed aggrediti è un’aggravante con finalità di discriminazione, ovvero di odio razziale o etnico, Salvini aveva scritto per ben tre volte “Andate via!“, accompagnando il tutto con una faccina sorridente.”

E’ il turno di un rappresentante dell’associazione Stay Human

Il querelante è Alievski Musli, 30 anni di Pesaro, attivista sociale e operaio di etnia Rom, molto noto anche sui social network (su Facebook è seguito da oltre 11.000 persone), il quale è anche fondatore dell’associazione umanitaria Stay Human. E che peraltro avevamo intervistato in esclusiva poche settimane fa [VIDEO]. In questa causa legale Musli è assistito dall’avvocato Andrea Maestri, del foro di Ravenna ed ex parlamentare (prima del PD e poi dal 2015 di Possibile).

Nell’atto depositato in Tribunale, Alievski Musli ipotizza a carico di Matteo Salvini il reato di cui all’articolo 3 della Legge 654/1975, riguardante la rimozione di tutte le forme di discriminazione razziale. In particolare, la pena per chi “propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale” è di un anno e sei mesi di reclusione o di una multa di 6000 euro.

Le foto dell’atto ufficialmente depositato in Tribunale a Roma sono state anche pubblicate su Facebook dallo stesso Musli, il quale commenta: “Ho preso una decisione che nessuno in questi anni ha avuto il coraggio di fare.Dopo anni di offese gratuite, discriminazioni, stereotipi negativi. È tempo di dire basta. Basta incrementare il clima d’odio che si sta diffondendo.Basta attacchi gratuiti, ma soprattutto bisogna denunciare affinché non accada un altro 1944”. Un post che sta già ricevendo numerose interazioni e condivisioni da parte del popolo dei social.

Ma subito dopo la denuncia è arrivata la pronta risposta del titolare del Viminale che commentando la querela di Musli ha affermato: “Ogni giorno ha la sua denuncia… Per me sono medaglie!”. Lo scontro tra i due è aperto. Già qualche mese fa il ministro era stato denunciato per lo stesso motivo dal parlamentare Roberto Speranza che accompagnato dall’avvocato Danilo Leva, l’ex capogruppo del Pd, ha depositato la querela indirizzata al Procuratore della Repubblica presso il tribunale Ordinario di Milano. Oggetto della denuncia sono le parole pronunciate dal ministro a Telelombardia. Quel “censimento” e “quelli italiani ce li dobbiamo tenere, purtroppo” che hanno infiammato il dibattito pubblico degli ultimi giorni.

Nelle dichiarazioni citate si configurano gli elementi oggettivi e soggettivi della norma incriminatrice di cui all’articolo 604 bis primo comma lettera a) del codice penale aggravato dall’articolo 61 n. 9 c.p. – si legge nell’atto di querela – vale a dire la propaganda di idee basata sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico. Le frasi incriminate non essendo dirette a casi specifici ma in generale verso un’etnia hanno delineato in modo netto un pregiudizio discriminatorio verso la razza dei Rom. Tra l’altro, l’eco ottenuto dalle parole di Salvini e il mezzo scelto per veicolarle configurano anche quella capacità di influenzare un vasto pubblico indipendentemente dalla condizione che la propaganda sia poi raccolta dai destinatari del messaggio“.

 

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