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Trump ordina raid a Baghdad. Si teme guerra USA-Iran

Una RAFFICA DI MISSILI  ha colpito due veicoli che si trovavano vicino all’utente internazionale di Bagdad. Fonti della sicurezza irachena hanno subito chiarito che i missili hanno colpito un convoglio Hashed e ucciso otto persone, tra cui il generale iraniano Soleimani

Qualche ora fa gli Stati Uniti di Trump hanno dato il via ad un’imponente operazione militare che ha portato all’uccisione a Baghdad di Qasem Soleimani, generale iraniano a capo di una unità delle forze speciali delle Guardie Rivoluzionarie del Paese.La conferma è arrivata nientemeno che dal Dipartimento della Difesa USA, che ha parlato di una direttiva imposta dal presidente Trump. L’attacco è stato portato a termine con elicotteri e razzi e ha colpito l’aeroporto di Baghdad (Iraq) dove al momento si trovava Soleimani e dove sono stati feriti diversi soldati e civili.

Anche Abu Mahdi al-Muhandis, vice comandante iracheno delle milizie appoggiate dall’Iran note come forze di mobilitazione popolari, è rimasto ucciso nel raid americano. Quest’ultimo è sempre stato considerato una figura politica chiave ed è stato incolpato dagli Stati Uniti per l’attacco di qualche giorno fa ai danni dell’ambasciata americana a Baghdad.Il raid letale è scattato meno di 24 ore dopo la fine dell’assedio all’ambasciata americana di Bagdad. All’inizio sembrava che fosse stata lanciata una salva di razzi Kathyusha, tipici delle milizie, contro una caserma irachena nei dintorni dell’aeroporto. Le prime notizie parlavano di undici soldati feriti. Pareva quindi un episodio secondario. Poi però lo scenario è cambiato radicalmente, assumendo la dinamica di un attacco condotto da droni o bombardieri.colonna delle Pmu che scortava all’aeroporto gli emissari iraniani. I rapporti iniziali indicavano un’unica vittima eccellente: Muhammed Reda, numero tre della formazione irachena. Più tardi sono state fonti dello stesso movimento a parlare di un’azione mirata, che ha ucciso cinque dei suoi uomini e due “ospiti importanti”, tutti a bordo delle vetture distrutte mentre si trovavano già all’interno dello scalo internazionale. La tv di stato irachena ha infine fatto i nomi di Soleimani e Al-Muhandis, i veri bersagli dell’operazione killer.

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